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L’esca è un qualcosa facilmente combustibile da usare per iniziare l’accensione di un fuoco. Prima si accende l’esca, che è la più facile da infiammare, una volta che essa ha preso fuoco, si alimentano le fiamme con legnetti molto piccoli, il più possibile secchi, sino ad aggiungere progressivamente a quelli più grossi.

A secondo della stagione è importante avere sempre dietro uno o più tipi di esca per il fuoco, da conservare in contenitori che ne garantiscano l’integrità preservandoli dall’umidità. Le esche naturali garantiranno l’accensione del fuoco grazie al fatto di essere secche, d’inverno con l’umidità le esche artificiali se conservate con la dovuta cura garantiranno l’accensione del fuoco. Di seguito un elenco delle esche, artificiali o facilmente reperibili sul posto, testate e consigliate dal forum: Artificiali  
  • cotone imbevuto di olio di vasellina (sfilacciandolo, nel momento del bisogno). Il cotone brucia molto velocemente, mentre se imbevuto di olio di vasellia avrà una combustione più lenta e uniforme fino ad esaurimento dell’olio. In pratica si avrà un effetto tipo stoppino da lampada ad olio. Inoltre per accendere questo tipo di esca basta una scintilla.
  • tessuto/cotone imbevuto di combustibile quale alcool (evitare l’uso di benzina poichè i vapori possono essere pericolosi).
  • char cloth (cotone carbonizzato).
  • magnesio, alcuni acciarini (firesteel) sono realizzati in modo tale da avere una specie di saponetta rettangolare da cui grattare una piccola quantità di magnesio da incendiare con le scintille dell’acciarino stesso.
  • permanganato di potassio, in polvere, con l’aggiunta di zucchero genera una fiamma istantaneamente; il trasporto deve avvenire tenendo il permanganato in un contenitore il più possibile stagno (teme l’umidità).
  • scaglie di acciarino (firesteel) sono estremamente infiammabili, asportandone una piccola quantità, al momento del bisogno, possono essere incendiate come il magnesio ma necessita di particolare attenzione poichè l’asportazione dei trucioli può generare una scintilla che potrebbe incendiare facilmente quanto asportato; in combinazione con un rametto secco si può realizzare un Fire Stick (o bastoncino accendi fuoco).
  • inneschi “commerciali”, ovvero quei prodotti normalmente utilizzati per accendere/innescare il fuoco nei caminetti o per il barbecue, normalmente si presentano in cubetti di materiale sintetico (o vegetale) imbevuti di acceleranti facilmente infiammabili ma esistono anche prodotti in gel che si presentano o come piccoli dischi o in tubetto; in Italia il prodotto più facilmente reperibile, anche a livello storico, è quello in cubetti.
  • carta (anche se è più efficace come esca secondaria, ovvero da utilizzare per alimentare la prima fiamma).
  • Strice di gomma provenienti da camera d’aria esausta (non inalarne i fumi). anche se la gomma bruciata genera sostanze nocive per la natura è un’ottima esca per la legna bagnata, infatti una volta accesa brucerà fino ad esaurimento anche in presenza di forte umidità.
  • accendifuoco naturale acquistabile nei comuni supermercati.
  • accendifuoco esbit acquistabile nei comuni supermercati.
Naturali  
  • trucioli di legna secca
  • foglie secche
  • sterco bovino o equino molto secco (la possibile presenza di tetano, in particolar modo nello sterco equino, consiglia di usare dei guanti o verificare di non avere dei tagli sulle mani)
  • corteccia di betulla (la pellicina bianca)
  • alcune tipologie di funghi come ad esempio il fungo Fomes fomentarius – Wikipedia o il Boletus Tynarius
  • i filamenti ricavati dalla pannocchia della pianta palustre nota come coda di gatto o Typha http://it.wikipedia.org/wiki/Typha_latifolia;
  • la peluria secca di certi fiori come i cardi Specie di Carduus – Wikipedia
  • il midollo di piante come il sambuco
  • meda (legno di pino, molto resinoso, che si trova nella parte subito sopra la radice)
  • paglia secca (anche se è più efficace come esca secondaria, ovvero da utilizzare per alimentare la prima fiamma)