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.:SURVIVAL & BUSHCRAFT:.>S.B.T. – ACQUA

I miti in sopravvivenza: l’acqua in natura

Altra piccola lezione relativa alla acqua e ai vari miti che le girano intorno in ambito di sopravvivenza.
Ho volutamente saltato tutti i miti che girano intorno al bere la propria urina e al raccogliere acqua stagnante per salvarsi perchè ho intenzione di scrivere un articolo dedicato proprio a questa ipotetica evenienza.

Gli altri miti della survival relativi al bere e all’acqua
li trovate qui di seguito 🙂

Miti del survival #1. Se l’acqua scorre, è acqua sicura!

 

Falso!!
Se siete persi in natura non potete sapere se l’acqua corrente che avete davanti provenga DIRETTAMENTE dalla fonte.. e soprattutto non potete sapere se ci sono cadaveri (magari già in decomposizione) tra il punto in cui bevete e qualche decina di metri più a monte!
E’ giusto il concetto di base di scegliere acqua corrente piuttosto che acqua stagnante… ma da qui a dire che l’acqua corrente sia senza dubbio SICURA ci passano due oceani.

Miti del survival #2. Acqua salata se bevuta in piccole quantità può salvare la vita!

 

FALSO!!
Bere acqua salata è SEMPRE controproducente!!
Il sale contribuisce alla disidratazione del corpo, sempre e comunque.
L’acqua salata va SEMPRE desalinizzata con qualche sistema di bollitura ed evaporazione.

Piccolo trucco: l’acqua salata contribuisce ad abbassare la temperature del corpo piu dell’acqua dolce 😉

Miti del survival #3. Mangiare la neve è un modo sicuro per idratarsi.

 

Falso!
Se siete in un ambiente innevato il vostro corpo sta lottando per mantenersi piu caldo possibile. Ingurgitare neve non farà altro che aiutarlo a raffredarsi…oltre che GELARVI lingua e bocca.
Inoltre, se la neve non è appena caduta, avete possibilità di portare alla bocca germi e batteri che possono risiedere sulla superficie che avete raccolto.
SEMPRE SEMPRE SEMPRE sciogliere e bollire la neve, prima di berla!

Miti del survival #4. I Cactus sono una grande fonte d’acqua.

 

Questo è un mito del survival che proviene molto probabilmente dai cartoni animati che guardavamo da piccoli.

E’ vero che i cactus trattengono molta acqua e possono grazie a questa sopravvivere per lungo tempo a climi estremi…ma non vuol dire che l’acqua che trattengono tra le loro fibre sia immediatamente potabile per noi!

Infatti, i liquidi contenuti nei cactus sono estremamente ACIDI e disgustosi. Se proprio non siamo a rischio di morte per disidratazione, bere acqua dei cactus può facilmente portare a vomito e dissenteria…aggravando la nostra precarissima situazione e portandoci, probabilmente , alla morte.

Insomma…. di storie inventate/fantasiose sulle situazioni di sopravvivenza ne possiamo trovare a decine, sia in rete che fuori.

L’importante, per noi, è conoscerle e sconfessarle al piu presto in modo che, Dio non voglia, qualora ci trovassimo in una situazione estrema sapremmo come comportarci al meglio senza cadere in questi banali miti della #sopravvivenza….oppure venire ad uno dei nostri corsi di sopravvivenza a Roma! 😉 .

Riarrangiato da un articolo di PortaleSopravvivenza, che ringraziamo!

Sopravvivenza: Quanto si può sopravvivere senza cibo e acqua

Sopravvivenza: quanto si vive senza acqua o cibo?

Immagine documentoSenza acqua e cibo: quanto si sopravvive?
Premesso che ogni essere umano ha una sua propria resistenza (dipendente da molteplici fattori), andiamo ad analizzare per che lasso di tempo medio è possibile mantenersi in vita in assenza di nutrimento (importante: in vita non vuol dire in buone condizioni psicofisiche ma semplicemente “non morti”). I fattori che maggiormente incidono su questa “ipotesi di resistenza” che andiamo a formulare sono i seguenti:

L’età – L’età dell’individuo in questione, in base alla proporzione “superficie della pelle/peso”, fa si che un neonato di circa un anno risulti in grado di resistere 1/3 del tempo che un adulto potrebbe potenzialmente protrarre la sua integrità.

Il sesso – Contrariamente a quanto si potrebbe supporre una femmina avrebbe aspettative di vita superiori ad un maschio, dato che, in media, consuma meno risorse e ha maggiori “riserve”.

Il peso – Le “riserve” di un uomo “in sovrappeso”, è banale dirlo, sono di gran lunga superiori a quelle di un coetaneo “magro” o con un fisico “normale” (la resistenza può aumentare persino di 1/3 del tempo, sia per quanto concerne il cibo che l’acqua).

La mente – Una persona preparata alla sopravvivenza è in grado di sfruttare lucidamente al 100% le proprie risorse e a reagire conseguentemente a ciò che accade intorno a lui mentre un inesperto potrebbe lasciarsi prendere dal panico e sprecare in gesti inutili preziose energie (la prima regola è quindi quella di mantenere il più possibile la calma).
Passiamo ora in rassegna i fattori ambientali, esterni all’individuo, che possono influire positivamente o negativamente sulla sopravvivenza di un essere umano:

Il clima – Inutile dire che un conto è trovarsi in un arido deserto e un altro conto è trovarsi in alta montagna: se ad esempio il clima “asciuga” le risorse idriche del nostro corpo il lasso di tempo a nostra disposizione subisce inevitabilmente una drastica riduzione (mai disperdere più delle energie strettamente necessarie).

Senza acqua – Un bambino piccolo non riuscirebbe a stare più di 3 giorni senza bere acqua, un adulto potrebbe prolungare invece l’astinenza forzata fino ad un massimo di 10 giorni circa (questo non vuol dire che ci arriva in ottime condizioni ovviamente).


Senza cibo – Un bambino piccolo non riuscirebbe a stare più di sei giorni senza mangiare, un adulto in salute potrebbe arrivare fino ad un estremo di 15-20 giorni circa (questo come per l’acqua non vuol  dire che ci arriva in buone condizioni).

Trovare e depurare l’acqua in sopravvivenza. TUTTI I METODI.

COME TROVARE L’ACQUA IN SITUAZIONI ESTREME

 

TUTTI I METODI PER DEPURARE L’ACQUA

 

 

L’uomo è composto da circa il 60% di acqua, e normalmente ne deve assumere dai 2 ai 3 litri giornalieri.

 

C’è da tenere conto che la richiesta di acqua aumenta, in presenza di clima caldo o umido e di fatica, anche fino ai 5-8 litri al giorno.

 

In caso di sopravvivenza è essenziale riuscire a bere almeno un 1 litro di acqua al giorno, razionandola e bevendola a piccoli sorsi, bagnandosi prima le labbra per sfruttare al massimo ogni goccia.

 

L’acqua è sinonimo di vita se si può resistere senza mangiare anche fino a 40 giorni, senza acqua si può durare solamente un paio di giorni in condizioni di riposo.

 

 

 

LE COSE DA NON BERE:

 

Anche se ci si trova in situazioni di sopravvivenza estreme NON BERE MAI:

 

  • Bevande alcoliche: In clima freddi, bere alcol, all’inizio può dare un senso di calore ma successivamente si ha un raffreddamento corporeo più intenso di quello che si aveva prima di bere. In clima caldi, invece, disidrata il corpo. Bere alcol inoltre diminuisce anche le capacità mentali e motorie.

 

  • Urine: Contengono gli scarti del nostro organismo è seriamente sconsigliato bere la propria urina o quella degli animali.

 

  • Sangue: può causare diarrea, infezioni, problemi gastro-intestinali o altri problemi al metabolismo.

 

  • Acqua del mare: contiene troppo sale, in caso di mancanza d’acqua si può resistere più a lungo restando senza bere che bevendo acqua di mare poiché l’acqua salata disidrata e provoca danni ai reni.

 

  • Benzina o composti chimici (come diluenti, detergenti…)

 

  • Acqua stagnante di stagni, pozze…

 

  • Ghiaccio o neve (faremmo consumare inutilmente del calore prezioso al nostro corpo, meglio scioglierla in un pentolino o in assenza di fuoco metterla in un recipiente scuro)

 

 

  • Liquido biancastro, linfa lattiginosa di alcune piante (dal colore particolarmente brillante e amaro, potrebbe essere velenoso).

 

  • Acqua sporca con schiuma e bolle e dall’odore nauseabondo.
  • Acqua dove all’interno ci sono animali morti.
  • Acqua di colore strano o dove la vegetazione circostante è morta o mancante.

 

 

 

Non bere mai acqua fredda se si è accaldati.

 

 

 

NON FUMARE. Il fumo sottrae liquidi e vitamine all’organismo.

 

L’urina è formata con le sostanze di scarto del corpo, ma in situazioni estreme, se non si trova nessuna fonte d’acqua, si può bere. Considerare comunque l’orina come ultima risorsa.

 

 

 

L’acqua può trasmettere ogni sorta di virus e microbi.

 

I sintomi derivanti dall’ingerimento di acqua contaminata sono: dissenteria, diarrea sanguinosa grave e prolungata, febbre, debolezza, virus e malattie (tifo, colera, ecc.) o presenza di parassiti nel corpo.

 

 

 

COME TROVARE L’ACQUA:

 

Con acqua limitata cominciare a bere dopo 12 o 24 ore per sfruttare al massimo l’acqua presente nel nostro organismo.

 

 

 

LA PIOGGIA:

 

Si può raccogliere l’acqua piovana in recipienti puliti (più ne avete più acqua potrete raccogliere). Potete utilizzare come recipiente qualsiasi cosa che sia in grado di trattenere l’acqua (cortecce o grosse foglie, noci di cocco, sacchetti di plastica, indumenti impermeabili e così via…). Se l’acqua raccolta è sporca è necessario bollirla o purificarla prima di berla.

 

Per raccogliere l’acqua piovana potete legare una maglietta o un pezzo di stoffa ad un albero, in modo che l’estremità del panno pendi verso un qualsiasi tipo di contenitore.

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Potete legare un panno assorbente appena al di sopra delle scarpe per raccogliere l’acqua piovana nell’erba. (vedi foto) Potete costruire una tettoia con del bambù, posizionando una canaletta orizzontale per raccogliere l’acqua in un pentolino. (vedi foto)

 

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Potete fare una buca e distendere sopra ad essa un grosso telo impermeabile creando un bacino per raccogliere l’acqua della pioggia. (vedi foto) Oppure potete tamponare con un panno una superficie bagnata e poi strizzare il contenuto in un pentolino. (vedi foto) Si può raccogliere, con un indumento, la rugiada presente su piante e pietre.
GLI INDICATORI D’ACQUA: Per trovare fiumi, laghi e corsi d’acqua bisogna seguire i punti dove la vegetazione è più verdeggiante o ad esempio seguire gli animali (uccelli, mammiferi, api, formiche, un sentiero battuto recentemente dagli animali o presenza di escrementi vicino a una crepa). Se si è circondati da una catena montuosa l’acqua solitamente si raccoglie nella base meno inclinata poichè lo scorrimento è meno veloce. Le grotte vengono create dell’acqua, ispezionandole fino in fondo si possono trovare rivoli d’acqua. Gole e crepacci stretti possono dare vita a piccole sorgenti. EVITARE di scavare in terreni porosi e friabili poichè l’acqua in quei casi si accumula troppo in profondità.

 

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DOVE SCAVARE PER TROVARE L’ACQUA?

 

Scavando in determinati luoghi (letti di fiumi secchi, laghi in secca, valli, terreni umidi, aree verdeggianti…) si potrebbe riuscire a far accumulare dell’acqua all’interno di buche oppure riuscire a far concentrare piccoli rivoli d’acqua; in questi casi occorre comunque bollire o purificare l’acqua.

 

Ci sono alcune piante che amano l’acqua come salici, sambuchi, canneti, ninfee. Si può tentare uno scavo nelle loro vicinanze per trovare dell’acqua.

 

Nelle zone erbose più verdi e brillanti dove gli steli sono alti e carnosi, si può tentare uno scavo sicuramente il terreno è umido e c’è la possibilità di trovare acqua. L’acqua dolce spesso si può trovare dietro le dune di sabbia lungo il mare (vedi foto).

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COME RACCOGLIERE L’ACQUA IN UNA PALUDE: Lasciare riposare il fango per mezza giornata e poi bollirlo per 10 minuti o in alternativa filtrare con la tecnica del filtraggio (spiegata più avanti nell’articolo).
Dove scavare in una palude?

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L’ACQUA NELLA FLORA:

 

Si può ottenere acqua da molti vegetali, frutti, legumi, e piante.

 

Ad esempio cocco, anguria contengono moltissima acqua, ma anche i frutti delle piante commestibili contengono una buona percentuale di acqua (limone, mango, avocado, ananas, kiwi, arance, e così via…).

 

Alcune piante immagazzinano sia internamente, sia esternamente l’acqua (la cima di un cactus può essere pulita e spremuta).

 

Le canne di bambù verdi se piegate possono fornire acqua. (vedi foto)

 

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OTTENERE L’ACQUA ATTRAVERSO CONDENSA:

 

è possibile utilizzare un panno o un sacchetto per bere l’acqua condensata su superfici come vetro, metallo, foglie di piante.

 

SACCO TRASPIRANTE:

 

Mettete un sacco di plastica intorno a un ramo di albero verde (vedi foto), sigillate e appendete un sasso o un legno alla base per far defluire l’acqua, ottenuta tramite condensa, verso il basso.

 

Montate il sacco traspirante la mattina e raccogliete l’acqua a fine giornata.

 

Utilizzate ogni giorno un arbusto diverso.

 

 

 

LA DISTILLAZIONE:

 

Con questo sistema in 24 ore si possono ottenere dai 0,5 litri ai 2 litri d’acqua. Facendo più buche anche di più.

 

Scavare una buca profonda e larga circa 1 metro, porre al fondo un recipiente con un tubicino che esce fuori dallo scavo (la cannuccia servirà per evitare di smontare tutta l’attrezzatura ogni volta che si vuole consumare l’acqua, tuttavia se non si possiede un tubicino se ne può fare anche a meno).

 

Riempire il fondo della buca con vegetazione ricca di contenuto acquoso (foglie umide…). Coprire con un telo (ca. 2X2 m) in nylon o plastica bloccandolo ai lati con terriccio e pietre in modo da non far passare aria.

 

Infine, si fa assumere al telo una forma concava ponendo al centro un sasso.

 

 

 

Il depuratore funziona sia di giorno che di notte e produce acqua distillata poichè la temperatura all’interno della buca si alza e il vapore prodotto dalla vegetazione si attacca al telo che è più freddo e la condensa scivola nel recipiente sottoforma di goccioline.

 

 

 

Procedimento illustrato:

 

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ACQUA DEL MARE:

 

Mai bere acqua di mare direttamente, il sale che contiene, a lungo andare, può anche portarci alla morte; è tuttavia possibile farla bollire e raccogliere il vapore generato dall’ebollizione con i propri vestiti per poi strizzarli o con un telo impermeabile o un sacchetto di plastica; esistono comunque sostanze atte a desalinizzare l’acqua marina.

 

Dissalatore ad energia solare: LINK.

 

 

 

Un’altro metodo per depurare l’acqua salata consiste nel riempire una buca di acqua di mare e gettarci dentro delle pietre roventi, il vapore prodotto dovrà essere raccolto con un indumento o un panno, e poi strizzato in un recipiente per essere bevuto.

 

INFO:

 

L’acqua distillata non ha sapore. Travasarla da un recipiente all’altro o mescolare velocemente per arricchirla di ossigeno e renderla più gustosa.

 

 

 

COME POTABILIZZARE L’ACQUA:

 

1. Utilizzare sostanze come iodio o cloro (tintura di iodio al 2%: 5 gocce in un litro di acqua chiara, 10 gocce in acqua scura, con questo metodo attendere almeno 30 minuti prima di bere; pillole o tavolette potabilizzanti: 1 pastiglia per acqua chiara, 2 per acqua scura).

 

Compresse o pastiglie potabilizzanti per purificare l’acqua: LINK.

 

 

 

2. Bollire in un pentolino per 10 minuti. (METODO CLASSICO)

 

 

 

3. Utilizzare il metodo del filtraggio (cioè far filtrare l’acqua attraverso vari strati) prima di potabilizzare l’acqua per pulirla da sporcizia e altre impurità.

 

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Dentro un contenitore forato al fondo si creano diversi strati (partendo dal basso) di ghiaia o sassi levigati, carbone vegetale polverizzato ricavato dalla combustione di legno, sabbia o terriccio molto fino e infine di nuovo ghiaia. Se non si possiede un contenitore si possono usare tre teli legati a un treppiede di 1 metro fatto con 3 legni. Sui teli mettere in quest’ordine (dall’alto) ghiaia, carbone e sabbia, oppure sempre in quest’ordine erba, sabbia, carbone.

 

Dopodichè bollire per 10 minuti.

 

 

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In mancanza di recipienti si può utilizzare un calzino. Riempirlo di carbone vegetale, terriccio e sabbia fine. Dopo la filtratura si può aggiungere una goccia di urina e mescolare il composto.
Una volta filtrata l’acqua dalle impurità, bollirla per renderla potabile. 4. Purificare l’acqua con l’energia solare:

Solar water Disinfection (conosciuto anche come SODIS): LINK
Esiste anche un’ invenzione recente (Solarball): LINK

 

 

 

5. Principio dell’ Osmosi Inversa: LINK

 

 

 

6. Con i raggi ultravioletti:

 

E’ un piccolo strumento che può rivelarsi davvero provvidenziale. Funziona grazie a raggi ultravioletti (UV) che in breve tempo riescono a purificare l’acqua.

 

Steripen: LINK

 

7. Principio degli ioni d’argento con filtro tascabile in ceramica: LINK

 

 

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CONSIGLI UTILI:

 

  • Dove bevono gli animali, l’acqua è sicuramente innocua anche se non c’è la sicurezza che sia potabile.
  • Masticando un filo d’erba o succhiando un sassolino umido si può alleviare il senso di sete per un po’ di tempo.
  • Se non avete almeno un litro di acqua al giorno in un clima caldo non mangiate, questo serve per risparmiare le riserve d’acqua del corpo.
  • In mare aperto la disidratazione del corpo avviene più velocemente (le cause sono: vento, salsedine e raggi solari che riflettono sul mare).
  • Oltre alla fatica, al clima arido, umido, torrido o ventoso anche lo stress e la paura contribuiscono a fare sudare molto e quindi a disidratare il corpo.
  • Per limitare il consumo di acqua nelle zone torride e umide marciare nelle ore meno calde (alba, tramonto, notte) e a ritmo regolare.

redatto da www.sos2012.it

fonte sopravviveremyblog.altervista.org

#Acqua

PER FAVORE NON TOCCARE QUESTO ARTICOLO… IN VIA DI COSTRUZIONE.

 

 

Il corpo umano è costituito per il 70% di acqua. Se si perde solo il 15% dei liquidi corporei si muore, ma anche quando la perdita è inferiore la nostra capacità di pensare e di agire si riduce notevolmente e un esploratore non puo’ permetterselo. In condizioni normali espelliamo circa 3 litri di acqua al giorno, due attraverso i reni e uno attraverso la traspirazione. Caldo, Freddo, esercizio ed altitudine comportano un consumo di acqua superiore al normale. Senza acqua, la nostra urina diventa piu scura. Qualunque cosa stiate facendo, non trascurate i sintomi della disidratazione: nausea, vertigini, mancanza di energia. Quando il corpo vi segnala un bisogno di acqua siete già disidratati. Il segreto per stare bene è quello di bere prima di averne bisogno.

 

L’acqua che ristagna puo essere pericolosa. Potrebbe esserci ad esempio il protozoo di noe GIARDIA. Quindi prima di bere l’acqua bisogna bollirla per uccidere i microorganismi. Se non avete i mezzi per farlo, non avete scelta. E’ meglio ammalarsi che morire disidratati. Il problema è che la giardia vi puo’ indebolire, perchè vi fa stare molto male di stomaco. Se avete liquidi che escono in eccesso sia da sopra che da sotto, piu di quanto riusciate ad assimilare siete fritti. Tuttavia se conoscete la botanica, la natura, vi verrà in soccorso. Trifoglio – Menta

 

Coptis Trifolia: principio attivo Berberina che è un forte antimicrobico. Veniva utilizzata per combattere la giardiasi e il colera. Va presa 3 volte al giorno infusa nel the.

 

Acqua, Come e dove trovarla e come potabilizzarla in una situazione di sopravvivenza. Ecco alcune importanti considerazioni

Ai fini della sopravvivenza, l’acqua è un elemento estremamente importante, considerando che il 60% circa del peso di un
individuo è composto d’acqua. Quanto più sale la temperatura esterna e cresce l’impegno fisico, tanto più il corpo ha bisogno d’acqua.
In mancanza di cibo, a condizione però di disporre di acqua a sufficienza, è possibile vivere e muoversi per tempi
relativamente lunghi. La mancanza di acqua, al contrario, provoca una serie di disturbi di crescente entità:

-Una perdita di acqua corrispondente al 5% del peso corporeo provoca nausea e sonnolenza.

-Una perdita del 10% infligge al corpo umano un grave deterioramento delle condizioni psico-fisiche, con vertigini, difficoltà
di parola e grande spossatezza.

-Una perdita del 25% provoca sicura morte alle basse temperature, mentre per giungere alla morte in climi temperati se ne deve
perdere il 20% ed in presenza di clima torrido è sufficiente perderne il 15%.

Assodato il principio che senz’acqua e impossibile vivere, si tenga presente che quando si hanno a disposizione piccole
quantità d’acqua bisogna consumarle con grande parsimonia e mai in un’unica soluzione.

E’ preferibile, infatti, berne poca e spesso, piuttosto che assumerne in quantità eccessiva ed unica, per consentire all’organismo
migliori possibilità di assorbimento e per reintegrare quantità ottimali di liquidi.
Va evitato, inoltre, di bere acqua molto fredda, specie in climi torridi, o, almeno, è bene usare l’accuratezza di trattenerla in
bocca per consentirne un leggero innalzamento della temperatura prima di deglutire.

Una sufficiente depurazione dell’acqua potrà essere ottenuta:

-Con l’ebollizione per alcuni minuti.

-Con pasticche potabilizzanti.

-Con tintura di iodio (3-10 gocce per litro).

-Con pochi grani per litro di permanganato di potassio.

-Per filtrazione attraverso un panno pieno di sabbia.

-Per decantazione quando l’acqua e torbida.

-varrichina o candeggina:16 goccie per litro di acqua

L’acqua piovana è, praticamente, distillata ed è quindi una fonte ottimale di approvvigionamento. E’ quindi opportuno, ogni
volta che se ne presenti l’occasione, cercare di raccoglierne il più possibile, con ogni mezzo. Se si dispone di recipienti
impermeabili il compito è, ovviamente, facilitato, ma anche indumenti di cotone o di lana possono ben servire allo scopo se
esposti alla pioggia e periodicamente strizzati in un recipiente.
In caso di sopravvivenza su un battello di salvataggio si può bere la pioggia che si deposita sul fondo (precedentemente
svuotato dell’acqua marina) oppure, con una spugna o con un indumento di cotone, si può raccogliere l’umidità che si deposita sui galleggianti durante la notte.
Neve e ghiaccio si possono bere se si dispone di combustibile per scioglierli e, in questo caso, è sempre preferibile sciogliere
del ghiaccio perché, a parità di combustibile, si ricava più acqua.

L’acqua dei fiumi è sicuramente potabile e di ottima qualità. In prossimità delle sorgenti, ma anche nelle pianure solcate dai
fiumi, è possibile trovare acqua potabile con scavi di piccola entità da effettuare, qualora si avessero dei dubbi sulla potabilità, all’esterno delle anse formate dal corso d’acqua. Anche dai torrenti e rigagnoli asciutti è possibile ottenere acqua, con piccoli scavi effettuati sempre all’esterno delle anse e nei punti più bassi. L’acqua va comunque (quando la prudenza lo consigli ed i mezzi a disposizione lo consentano) bollita a lungo prima di essere bevuta. In zone tropicali, dove è assai probabile che l’acqua di un fiume contenga germi e batteri di malattie molto pericolose come dissenteria, colera, tifo ed infezioni parassitarie, deve sempre essere bollita a lungo.
Va infine considerato che lo scorrimento stesso dell’acqua, specie in corsi impetuosi, contribuisce, seppur in minima parte, al
purificarsi di questo prezioso liquido.

Nei pressi della costa: in situazione di sopravvivenza è sempre utile e conveniente prendere esempio dal comportamento
animale. L’elefante, ad esempio, indica un interessante metodo per ricavare acqua dalla sabbia, in vicinanza della riva. A circa un metro e mezzo dalla battigia, l’astuto mammifero scava una buca di poche decine di centimetri di profondità che, dopo alcuni minuti, è piena di acqua potabile, risultato della filtrazione compiuta dalla sabbia. Si tenga inoltre presente che l’acqua piovana defluisce verso il mare mescolandosi ad esso ed è quindi possibile, cercando una depressione ad un centinaio di metri dal bagnasciuga e scavandovi una buca, ottenere acqua potabile in abbondanza.

Laghi e stagni: il metodo migliore per purificare le acque dei laghi di dubbia potabilità, acque stagnanti e acque fangose, è
quello di filtrarle più volte con la sabbia, contribuendo così anche ad eliminare il sapore salmastro delle acque di stagni
adiacenti al mare. Anche in questo caso il massimo grado di sicurezza è ottenibile attraverso l’ebollizione.

Boschi: nei boschi, nei quali sono presenti vaste aree umide, è decisamente facile procurarsi, con l’ausilio di distillatori, acqua potabile. Dove sono presenti il salice ed il sambuco, inoltre, basterà effettuare piccoli scavi per ottenere l’acqua.Distillatore: è cosa nota che l’evaporazione venga favoriva dal calore del sole. Questo principio può essere convenientemente sfruttato realizzando un “distillatore” (figura a lato). Si scava una buca con profondità e diametro di circa un metro sulla quale si stende un telo impermeabile. Disposto al centro della buca un recipiente (una lattina, un bicchiere, ecc.), si fissano i bordi del telo con delle pietre e gli si fa assumere una forma concava ponendo al centro un piccolo sasso in corrispondenza del contenitore. In questo modo l’aria imprigionata sotto il telo si satura rapidamente e gocce di vapore condensato si raccolgono sulla parte convessa del telo dal quale cadono poi nel recipiente. E’ così possibile raccogliere circa un litro d’acqua ogni 24 ore.

Volendo, si può agevolare la condensazione ricoprendo il fondo della buca con foglie e rami verdi o bagnandolo con acqua non potabile.
Con questo metodo non è raro catturare anche rettili e piccoli animali che, attratti dall’acqua, si introducono nella buca, non
riuscendo poi a risalirla. Il distillatore può essere utilizzato, sia pure con capacità produttiva dimezzata, anche di notte, poiché
il terreno continua ad avere una temperatura relativamente elevava, mentre il telo si raffredda rapidamente.
Acqua dalle piante: le piante sono formate, per buona parte, di acqua, ed il loro succo, purché non presenti un aspetto
lattiginoso o schiumoso, è generalmente potabile. Alcune piante, come la vite, possono fornire acqua intaccandole nella parte alta ed effettuando una seconda incisione vicino al terreno: poco dopo l’acqua comincerà a gocciolare. Quando non si abbia il tempo o il modo di purificare acqua di dubbia potabilità si può agevolmente ricorrere alle piante acquifere, che consentono di ricavare discrete quantità di liquido. L’acqua può inoltre essere sostituita da frutti ricchi di succo come l’uva, le pesche, le arance, ecc..
Nelle zone tropicali le possibilità di ricavare acqua dalle piante sono estremamente più elevate e per i viticci si potrà fare uso
degli avessi procedimenti sopra esposti, facendo sempre attenzione che il succo non sia lattiginoso. Le canne di bambù
contengono spesso acqua: se agitandole si provoca uno sciacquio sarà sufficiente intaccare lo stelo all’altezza dì ogni nodo per raccogliere il liquido.

Nelle zone desertiche sono le piante grasse in generale, ed i cactus in particolare, ad offrire discrete quantità d’acqua. In
qualunque clima, infine, è bene tenere conto del comportamento degli uccelli e delle tracce degli animali che, frequentemente, conducono all’acqua.

Il Nemico numero uno: la disidratazione

L’acqua è fondamentale per qualsiasi essere vivente… ma cosa succede
se rimaniamo a corto di acqua per troppo tempo e le previsioni meteo non ci salveranno la giornata


La disidratazione è una condizione patologica che si viene a creare nel momento in cui l’organismo è carente di acqua a motivo di una perdita eccessiva (diarrea, iperidrosi, ustioni, vomito, assunzione di farmaci diuretici o lassativi, abitudini dietetiche scorrette ecc.) oppure a causa di una insufficiente idratazione. Come è noto, l’acqua è il principale componente dell’organismo umano, l’acqua ne costituisce infatti circa il 65%, un dato ovviamente medio, dal momento che sono notevoli le variazioni individuali (a livello muscolare il contenuto di acqua è maggiore rispetto a quello della massa grassa); l’acqua è presente sia a livello intracellulare sia extracellulare sia intravascolare. Ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche e sul ruolo dell’acqua sono reperibili nel nostro articolo a essa dedicato: L’acqua.

L’acqua viene eliminata dall’organismo attraverso varie forme, le più note sono le urine e il sudore, ma l’espulsione dell’urina e la sudorazione non sono gli unici processi attraverso i quali l’organismo umano elimina l’acqua. Ovviamente queste perdite di liquido devono essere necessariamente reintegrate, pena un non corretto funzionamento delle reazioni dell’organismo che, come sappiamo, avvengono tutte in soluzione acquosa. È cosa risaputa che non è possibile assicurare la sopravvivenza di un organismo se esso non viene rifornito di acqua per più di un certo numero di giorni.
Un essere umano in condizioni di riposo e a una temperatura di circa 20 °C perde circa un 1 ml di acqua al minuto; in determinate condizioni (attività fisica, aumento della temperatura ecc.), soprattutto a motivo della sudorazione, la perdita per minuto può diventare molto più consistente (anche 25 ml al minuto).

Le tipologie di disidratazione

Vengono distinte tre tipologie di disidratazione:

disidratazione ipertonica
disidratazione isotonica
disidratazione ipotonica.
Si ha disidratazione ipertonica se l’introito di liquidi non consente di reintegrare efficacemente le perdite e si ha una maggiore eliminazione di acqua che di sali.
Si ha disidratazione isotonica quando l’organismo accusa una perdita di acqua e di sali minerali in proporzioni equilibrate; è il caso della disidratazione provocata da diarrea, vomito o sudorazioni particolarmente intense.
Si ha disidratazione ipotonica se, proporzionalmente, si perdono più sali che acqua; uno dei motivi di tale tipo di disidratazione è da ricercarsi nell’abuso di farmaci diuretici. La disidratazione ipotonica è molto pericolosa perché può causare iponatremia.

Sintomi e conseguenze della disidratazione

I sintomi di un quadro di disidratazione possono essere suddivisi secondo un quadro soggettivo e uno oggettivo. Tra i sintomi di tipo soggettivo rientrano

ansia
astenia
freddezza alle estremità
palpitazioni
vertigini
sete.
Tra i sintomi di tipo oggettivo ricordiamo:

ipotensione
ipovolemia
secchezza di cute e mucose
variazioni nel quadro elettrolitico.
La disidratazione può avere conseguenze molto serie. Un organismo che si sta disidratando risponde bloccando, o comunque limitando, il meccanismo della sudorazione; una reazione difensiva che tende a risparmiare il poco liquido ancora presente; la mancata sudorazione però porta a lungo andare a problematiche a livello di termoregolazione e può essere causa del cosiddetto colpo di calore. Un’altra seria conseguenza della disidratazione è l’ipovolemia, ovvero la diminuzione della volemia, il volume totale del sangue; in caso di ipovolemia, la circolazione sanguigna risulta alterata provocando un affaticamento cardiaco che, nei casi più gravi, può portare a un collasso cardiocircolatorio. Altre conseguenze possono essere l’iponatremia, disturbi gastrointestinali, allucinazioni, infarto ecc.

Ecco come i Filtri da caffè posso purificare l’acqua e allungare la durata del tuo sistema di depurazione professionale

La maggior parte dei sistemi di filtraggio dell’acqua hanno una durata limitata e dopo un po’ i filtri si consumano. Una soluzione è quella di ricorrere ai filtri da caffè per allungarne la durata.

Pre-filtrare l’acqua con i filtri da caffè serve a rimuovere i residui più grandi in modo da toglie un sacco di sporco. Così il filtro vero e proprio dura di più visto che deve sottoporsi ad una minore usura. In più questi filtri sono molto leggeri e ideali per un kit di sopravvivenza.

In una situazione di sopravvivenza devi usare l’acqua che ti capita e in genere è tutt’altro che pulita.

Come effettuare il Filtraggio:
Il modo più semplice è lasciare scorrere l’acqua nel contenitore attraverso il filtro e lasciare che la gravità faccia il resto. Pochi secondi e l’acqua colerà giù. Molto più pulita di prima.

Dopo che l’acqua sarà stata Pre-Filtrata con il filtro da caffè sarà pronta per essere introdotta nel sistema di depurazione.

Quali filtri utilizzare:
In genere puoi usare dei semplici filtri da caffè ma cercando in giro puoi trovare anche dei micro filtri per caffè espresso. Questi particolari filtri a differenza degli altri filtri, rimuove anche la sabbia (come indicato nella descrizione), perciò ritengo sia ancora più sottile e funzionale.

Certo potrebbero richiedere più tempo per il filtraggio, ma così si filtreranno anche i più sottili granelli di polvere.

Attenzione, conserva le bottiglie:

In una situazione di sopravvivenza non hai a disposizione un numero limitato di bottiglie. Non contaminarle tutte con acqua sporca. Usa magari un secchio pieghevole per raccogliere l’acqua, quindi utilizza i filtri da caffè ed infine i filtri veri e propri. Se al momento non disponi di filtri per la depurazione dell’acqua, nella nostra sezione ACQUA abbiamo inserito alcune tecniche per la creazione di filtri di fortuna e comunque cerca di disinfettare sempre l’acqua con pastiglie potabilizzatrici o utilizzando varichina (16 gocce per litro d’acqua) sufficiente ad uccidere la maggior parte dei batteri patogeni e virus. E ricordate, meglio che vi trovino ammalati che morti di sete….

tratto da sopravvivenzatotale

SURVIVAL: UN SEMPLICE FILTRO D’EMERGENZA PER L’ACQUA

Un semplicissimo filtro per l’acqua sporca può essere realizzato con un pezzetto di “tulle” (quello usato per mettere i confetti nelle bomboniere) e del cotone.

Avvolgere il cotone nel tulle e inserire il tutto nel collo di una bottiglia (o altro contenitore): l’acqua, anche molto sporca, uscirà pulita. Per germi e altre schifezze varie procedere successivamente alla bollitura.

Tulle e cotone occupano al massimo, nella nostra scatola della sopravvivenza, 2 centimetri cubici! Il tulle può essere sempre recuperato e lavato.

Sopravvivenza: Un semplicissimo FILTRO per l’ACQUA

Con una bottiglia di plastica può essere fatto un semplicissimo filtro: togliere con il coltello il fondo della bottiglia e inserire, nel collo, dei pezzi di stoffa (può essere stracciata una maglietta, un fazzoletto, dei calzini…) senza calcare troppo. L’acqua sporca che verrà inserità uscira pulita.
Nella foto è possibile vedere la bottiglietta da 1/2 litro al cui interno ho inserito tre pezzi di stoffa di circa 20 cmX20; poi ho messo tre cucchiai di terra in un bicchiere e dopo aver mescolato per bene l’ho versata all’interno della bottiglia.
L’acqua che è uscita, raccolta nel bicchiere di sinistra, è pulita. Il pezzo di stoffa posto superiormente, che raccoglie la maggior parte dei detriti, dopo un po’ va sostituito. Prima di bere quest’acqua è bene farla bollire per alcuni minuti.

Nozioni di Base – PROCURARSI ACQUA –

Acqua – Nozioni di base

Ai fini della sopravvivenza, l’acqua è un elemento estremamente importante, considerando che il 60%circa del peso di un individuo è composto d’acqua. Quanto più sale la temperatura esterna e cresce l’impegno fisico, tanto più il corpo ha bisogno d’acqua.
In mancanza di cibo, a condizione però di disporre di acqua a sufficienza, è possibile vivere e muoversi per tempi relativamente lunghi.

La mancanza di acqua, al contrario, provoca una serie di disturbi di crescente entità.
In un clima temperato una persona deve bere almeno 2,5 L di acqua al giorno ed anche se non vi muovete il vostro organismo deve recuperare i liquidi rilasciati fisiologicamente dall’organismo che sono:
URINA: 1,5 L al giorno, SUDORE: circa 0,1 L al giorno, FECI: circa 0,2 L al giorno, DIFFUSIONE ATTRAVERSO LA PELLE: la diffusione delle molecole di acqua attraverso la pelle comporta la perdita di 0,4 L al giorno, EVAPORAZIONE ATTRAVERSO I POLMONI: quando l’aria entra nei polmoni essa è normalmente secca. Quando poi essa entra, viene a contatto con i liquidi degli atri respiratori, quindi quando esce dai polmoni è satura d’acqua.

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