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Se pensi che nei nostri boschi e campi in Europa crescono spontaneamente circa 12.000 piante, di cui almeno 1.500 notoriamente commestibili  e officinali, e che tutto questo non è in vendita ma disponibile vicino a casa, perché sei ancora qui? Che cosa aspetti? Vai a cercarle! Sei stufo di fare sempre la spesa online  o al centro commerciale? Ti piacerebbe arricchire la tua tavola con sapori e aromi che ti sei procurato da solo? Sapresti come e da dove cominciare per trovare e raccogliere le migliori erbe spontanee commestibili?

A tavola nella natura

ERBE SPONTANEE COMMESTIBILI E OFFICINALI, UN TESORO A PORTATA DI MANO RUBRICA A CURA DI FABRIZIO NANNINI, ISTRUTTORE DI SURVIVAL , MENTAL COACH E AUTORE DI MENTAL SURVIVAL (HOEPLI 2016) TESTO DI VINCENZO ROBERTO BARONE , ISTRUTTORE ESPERTO F . I . S . S . S . ISTRUTTORE CAPO SURVIVAL SCHOOL SOS 2012 Oggi la raccolta delle erbe  spontanee e commestibili sta  vivendo una grande rinascita. Perfino i grandi maestri della gastronomia rispolverano queste antiche conoscenze per le loro appetitose ricette. Eppure le erbe selvatiche sono state da sempre alla base dell’alimentazione umana e della nostra evoluzione,dove l’ortica, il tarassaco, il cerfoglio, la piantaggine e laborragine sono solo alcune delle più conosciute. Per migliaia di anni nella preistoria l’uomo ha raccolto erbe, semi, radici e frutti, arrivando a soddisfare così fino all’ 80% del suo fabbisogno alimentare, completato poi dagli animali cacciati. Nonostante l’avvento dell’agricoltura, circa 10.000 anni fa, la raccolta  di queste erbe disponibili in tutte le stagioni dell’anno  ha continuato ad avere una  parte fondamentale nella nostra dieta. Dopo i freddi mesi invernali, all’inizio della  primavera, quando gli orti non hanno dato ancora i loro frutti e le provviste sono ormai  alla fine, per fortuna molte di queste erbe selvatiche sono già disponibili. Questo tipo di piante spontanee, infatti, contengono molte più vitamine e minerali rispetto alle verdure coltivate: mediamente puoi ricavare  circa il quadruplo di vitamina G, calcio e ferro, senza contare i molti principi attivi utili alla cura di numerosissime malattie, infezioni e ferite che tante di queste piante contengono.

A CACCIA DI ERBE

Raccogliere frutti e erbe selvatiche in ambienti naturali non è solo una attività affascinante e salutare ma ci riconnette profondamente alle nostre più antiche conoscenze. Ovviamente questo tipo di attività non è esente da pericoli e ci sono regole da seguire: non mancano, infatti, le specie velenose con effetti anche mortali che è importante saper riconoscere con sicurezza, per portarsi a casa un raccolto di erbe la cui identificazione deve essere assolutamente certa. Ecco le cose principali da sapere: LE REGOLE DA SAPERE   1/ Le piante in fiore sono molto più facili da riconoscere ma in primavera, quando sono semplici germogli, possono mettere in difficoltà un raccoglitore inesperto. È buona norma, quindi, osservare una determinata specie nel suo intero arco di vita, in modo da poterla riconoscere in tutte le situazioni.   2/ Non utilizzare mai sacchetti di plastica per raccoglierle: usa invece sacchetti di carta o cesti, per evitare che si deteriorino.   3/ Raccogli le erbe solo dove questa attività è consentita e sempre in zone lontane dal traffico, da linee ferroviarie o da campi sottoposti a trattamenti chimici. 4/ Non raccogliere tutto quello che trovi ma solamente quello che sei sicuro di consumare, garantendo così la sopravvivenza della specie. 5/ Segui un buon corso di riconoscimento erbe spontanee commestibili ed officinali o procurati un manuale tascabile da consultare durante le escursioni. Tutto ciò può darti una buona base da cui partire per diventare un esperto.

LE 10 ERBE CHE DEVI CONOSCERE

IL BIANCOSPINO  DI OTTOBRE Ottobre è il periodo di raccolta delle bacche di biancospino, che puoi riconoscere per i fiori bianchi e per le spine aguzze di cui sono pieni i rami. Quando in settembre il fiore del biancospino si trasforma in frutto, le sue bacche color rosso possono essere raccolte per realizzare ottime marmellate dal sapore che ricorda decisamente quello della cioccolata. Non solo: una volta da queste bacche si ricavava anche la farina per il pane. Ricche di flavonoidi e zuccheri naturali, queste bacche sono un alimento ideale per rafforzare le pareti delle vene e combattere il colesterolo. Se invece hai la pazienza di essiccarle e di utilizzarle in decotto potrai ricavarne un’ottima bevanda rilassante. Buona ricerca e buon raccolto!  
1/ Borsa del Pastore Le giovani foglie e anche l’intero fusto tranne la radice possono essere mangiati come “insalata dei campi”. La radice può sostituire lo zenzero. Il suo principio attivo, l’acido bursico, conferisce alla pianta proprietà emostatiche, antiemorragiche e astringenti. Periodo di raccolta: marzo-aprile  

2/ Ortica Le foglie lessate con un filo d’olio ricordano gli spinaci ma contengono il quadruplo di vitamina C e K e sali minerali. Grazie alla presenza di un flavonoide, la quercitina, l’ortica ha proprietà antistaminiche e antinfiammatorie più potenti di qualsiasi agrume. Periodo di raccolta: autunno- inverno-primavera  

3/Tarassaco Molto simile alla cicoria di campo e altrettanto buono. Grazie alla presenza di tarasserolo, steroli, vitamine, inulina e sali minerali, contenuti in grandi quantità nelle radici, è considerato una delle piante officinali più efficaci per stimolare la funzionalità biliare, depurare fegato e reni dalle tossine e favorire la digestione. Periodo di raccolta: primavera  

4/ Melissa Ha un gradevole profumo di limone  e in infuso è utilizzata per numerose patologie quali insonnia, mal di testa, nevralgie e ansia grazie alla presenza di oli essenziali. È un  ottimo antivirale e antinfiammatorio.  Tiene lontane le zanzare. Periodo di raccolta: estate  

5/ Portulaca Molto diffusa in Italia, si può  

6/ Piantaggine Le foglie tenere si consumano a crudo come l’insalata. È famosa per le sue proprietà cicatrizzanti ed emostatiche grazie alla presenza di mucillagini. Se hai il raffreddore o il mal di gola provala in decotto. Periodo di raccolta: estate  

7/ Rosa Canina Insuperabile nelle confetture, dal sapore davvero particolare. Grazie alla presenza di vitamina C,in quantità cento volte maggiore a qualsiasi agrume, è utilizzata per la cura di tutte le malattie da raffreddamento e respiratorie. È un immuno-modulante naturale. Periodo di raccolta: dopo la prima gelata invernale  

8/ Bardana Le sue foglie tenere vengono lessate e condite. È la pianta per eccellenza nella cura delle malattie della pelle: eczemi, dermatiti, forfora e addirittura è attiva nella cura della psoriasi grazie alla presenza di vitamine B e inulina. Nel medioevo veniva utilizzata per depurare il sangue dalla rabbia e dai morsi di serpenti velenosi. Un tesoro a portata di mano. Periodo di raccolta: autunno  

9/ Finocchietto selvatico È un’ottima pianta da usare in cucina sia per le proprietà benefiche sia per l’aroma che conferisce alle pietanze. Tra le sue principali caratteristiche benefiche ci sono quella diuretica, antispasmodica, antinfiammatoria, depurativa e rinfrescante. In cucina vengono usate tanto le foglie tenere quanto i frutti e i semi. Periodo di raccolta: estate  

10/ Cardo Mariano Gli sformati di gambi di cardo in consumare in insalata a crudo besciamella hanno fatto la storia. con olio e limone. Ricca di La presenza di un principio attivo Omega3, da sempre utilizzata chiamato silibinina è d’aiuto nel e coltivata dagli Antichi Egizi trattamento delle malattie del dissetanti e depurative. Può essere utilizzata in impacco per lenire le punture di insetti. Periodo di raccolta: estate