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  Into A.F.R.I.C.A,Kenya 2019
 
(African Full Ride Immersion – Course & Adventure) 

Corsi di sopravvivenza all’estero in Africa,Kenya

PROGRAMMA
 
Sette giorni per imparare a vivere gli ambienti dell’Est-Africa con professionisti qualificati e abilitati di Safari e Outdoor Training. Un viaggio “old-fashioned” ricco e intenso, in sicurezza, con tutte le declinazioni del Safari classico ed esclusivo, fuori dagli itinerari turistici abituali, nel cuore di un mondo ancestrale ancora autentico e incontaminato. L’esperienza qui descritta comprende un training di formazione teorico e pratico su fauna e flora, tecniche di sopravvivenza, esplorazione in savana e antropologia dell’Est Africa. Richiede solo un minimo di adattamento climatico e comportamentale e offre per contro un appagamento sicuro e inedito, non solo emotivo ma anche cognitivo e psico-fisico.  L’ambiente africano interessato dal Safari è stato definito dai paleo-antropologi “la culla dell’umanità”. Nel tardo Pliocene in savana è comparso il nostro genere, qui hanno preso sviluppo la nostra intelligenza motoria ed emotiva, la prima tecnologia su pietra e, forse, il pensiero simbolico a partire da Homo habilis, più di 2,5 milioni di anni fa. Sulla costa orientale oceanica sono transitati i primi Homo sapiens, che dalle rive del sud Africa si sono radiati gradualmente in tutto il pianeta a partire da 200.000 anni orsono. Sette secoli fa, lungo la stessa costa e sulle rotte dei monsoni, ha preso avvio l’economia, la cultura e la lingua Swahili; straordinaria fusione tra il mondo arabo e quello africano di cui ancora rimangono testimonianze etniche, archeologiche e linguistiche. E’ dunque in questi luoghi che si può contrarre facilmente la malattia davvero più pericolosa: quella nostalgia struggente che viene chiamata “mal d’Africa”. E’ proprio come tornare a casa dopo milioni d’anni di assenza e non potersene più staccare. In certi siti è ancora tutto come all’origine e ci si può immergere nell’ecosistema dei primi ominidi da “riesploratori” ancora in stile hemingwayano; a caccia di sensazioni forti, di nuovi saperi e di sensibilità etno-ecologiche diverse. Questo viaggio comprende davvero tutto, dai mezzi di trasporto più affidabili agli esperti più accreditati, dai generi di conforto a quelli di conoscenza (manuali e testi di approfondimento). Anche le accommodation, non solo turistiche ma anche “residenziali”, rappresentano lo standard massimo che si può immaginare per tale esperienza e, dove è possibile, toccano anche il privilegio del lusso, senza snaturare per questo l’intimo rapporto con l’ambiente selvaggio dominante. Il programma, sviluppato ad hoc da SURVIVAL SCHOOL SOS2012 in collaborazione con FISSS – Federazione Italiana Survival- e B.E.A.- Bush Experience Academy sarà assistito, dall’arrivo a Mombasa alla partenza per l’Italia, da un Istruttore FISSS Esperto e, in savana, anche da una guida safari BEA autorizzata al porto d’armi, da driver Expert e tracker locali. Questo team di professionisti abilitati è preparato e attrezzato per affrontare ogni evenienza e problema a tutela dei partecipanti e pronto a fornire loro ogni strumento supplementare necessario. Bagaglio e abbigliamento safari consigliato: borsone da viaggio robusto e leggero di media dimensione, più zainetto o borsa a tracolla; camicie a maniche lunghe e calzoni lunghi in tessuto robusto, leggero, traspirante e non sgargiante; k-way; felpa o maglia leggera; costume da bagno; scarpe comode, robuste e non pesanti; sandali water-proof, allacciabili e con suola in gomma dura; cappello a larghe falde o con visiera; occhiali da sole; coltello fisso e multiuso; piccola lampada frontale; eventuale foto-videocamera e binocolo personale; cellulare (c’è campo quasi ovunque).
  Descrizione del programma
1° GIORNO Volo Italia-Kenya con arrivo a Mombasa (8 ore circa con voli charter e 12 con voli di linea). Transfer dall’aeroporto in auto (meno di 2 ore) fino alla prima accommodation sulla costa sud in accampamento privato dotato di comfort e direttamente affacciato sull’oceano (località Msambweni, presso il confine con la Tanzania). Giornata di prima ambientazione e relax; Passeggiata sulle splendide rive e osservazioni naturalistiche. Colazione e pranzo, con pietanze locali, pescato locale e granchi giganti. Breve briefing sul programma, le maree e la popolazione locale (con indicazioni sul comportamento utile), osservazione degli astri e delle costellazioni equatoriali anche con cannocchiale. Durante la giornata ci saranno le seguenti attività: piccola escursione a piedi sulla costa (in bassa marea); osservazioni delle risorse ittiche, e delle tecniche dei pescatori, note sui costumi e l’economia locale; visita a una antica roccaforte araba diroccata, fino a due secoli fa destinata allo stazionamento e alla deportazione degli schiavi; se c’è alta marea escursione in piroga locale, scavata in tronco di mango, con vela e bilancieri e pesca con l’equipaggio; bagno a ridosso della barriera corallina; raccolta di noci di cocco sulle palme (tecniche di salita, trattamento e consumo dei frutti freschi). 2° GIORNO Colazione e trasferimento in un autentico villaggio Swahili sull’isola di Funzi presso la costa a piedi in bassa marea e attraverso una jungla di mangrovie, con una guida. Escursione in barca per risalire l’estuario del fiume Ramisi e inoltrarsi all’interno della foresta a galleria per avvistare avifauna e coccodrilli. Visita al villaggio tradizionale, osservazioni dirette delle pratiche quotidiane, del trattamento dei cibi, della vita sociale, degli arredi e degli strumenti domestici essenziali. Bagno al largo su di un banco corallino immacolato. Pranzo al villaggio Swahili a basedi granchi delle mangrovie e pescato locale. Nel tardo pomeriggio ritorno alla base accampamento e possibilità di bagno in mare e cena. 3° GIORNO Colazione e trasferimento al parco marino di Wasini, sul confine con la Tanzania. Escursione in Dhow (il natante a vela di origine araba tipico di tutta la costa) attraverso selvagge isole deserte, navigando tra i delfini. Sosta su un’isoletta, che emerge solo in bassa marea, per osservare con pinne e maschera i limpidi fondali corallini ricchi di pesci, tartarughe e coralli variopinti. Lunch al ritorno, nel primo pomeriggio, in un rustico (molto rustico) ristorante di Wasini che serve enormi granchi interi (è tradizione che ogni commensale ne spezzi il carapace con apposito randello). Eventuale visita alle “slave pit” di Shimoni (grotte adibite un tempo per raccogliere gli schiavi). Ritorno alla residenza di Msambweni per la serata, dopo un tramonto e prima di un’alba capaci di commuovere. 4° GIORNO Colazione e mattinata libera per visita al villaggio a piedi o balneazione. Pranzo e trasferimento al parco nazionale delle Shimba hills (foresta equatoriale costiera e collinare con ecosistema straordinario ricco di ogni specie faunistica, esclusi i leoni). Cena e pernottamento in resort locale molto suggestivo dopo un breve safari a piedi sotto la scorta dei ranger del parco. 5° GIORNO Partenza in auto dalla costa dopo un breakfast all’alba, attraverso il magico paesaggio delle Shimba hills, verso un’area limitrofa al parco nazionale dello Tsavo west. Dopo circa quattro ore si raggiunge la “game reserve” privata di Lualenyi. Il suo campo base esclusivo, posto sulle pendici di un’altura, si affaccia su uno sterminato e superbo territorio di savana in vista del Kilimanjaro e delle Taita hills. Dopo un impegnativo percorso fuoristrada negli ultimi chilometri e un drink di accoglienza, i partecipanti saranno accomodati in grandi tende safari. Già subito si possono facilmente avvistare branchi di elefanti e falchi in volo. Dopo il lunch e un po’ di relax, nel pomeriggio è previsto un briefing dell’Expert BEA su fauna e flora di savana (nozioni di etologia animale, caratteristiche e salvaguardia dell’ecosistema, tecniche di percezione e osservazione dei selvatici, comportamento da adottare). Seguirà verso il tramonto il primo “game drive” in fuoristrada nel bush, per i primi incontri ravvicinati con i veri padroni di casa (teoricamente tutti quelli dello Tzavo); dai bufali alle zebre, dalle giraffe ai leoni. Già in questa ricognizione la guida safari professionista sarà affiancata da un tracker di etnia Wa-liangulu (fino a tempi recenti noti cacciatori di elefanti con grandi archi) o da Maasai esperti del territorio per illustrarne le tecniche di caccia. Si ritorna al campo nel buio, e subito viene servito un aperitivo all’aperto, solo alla luce di un grande fuoco, per distendersi e commentare le prime esperienze. Più tardi sarà servita una cena superba, attorno al grande tavolo di un maestoso living-lodge, aperto sulla notte equatoriale e circondato da infiniti chilometri di “altrove” senza umana presenza, gremiti di creature sempre impegnate in una sopravvivenza spietata e impellente, prive di dubbi esistenziali come noi. La percezione del silenzio, totale e quasi implosivo, interrotto solo a tratti da suoni misteriosi, qui eccita l’immaginazione e mette in allerta i sensi in modo atavico. Quei venti metri di distanza fra le tende la prima notte sembrano spazi di nulla inquietanti; e a qualcuno tale isolamento per la privacy risulterà, per una volta, addirittura eccessivo. Anche se ci si rende conto che la sicurezza e la protezione degli ascari di guardia dentro la recinzione del campo sono totali, il nostro cervello, prevalentemente emotivo, qui stenta a mettere in funzione la sua parte razionale; e si ritorna a essere ominidi perduti in un universo che ci sta solo ospitando e che ancora non ci appartiene del tutto. 6° GIORNO Levata prima dell’alba (facoltativa ma imperdibile). Ricca colazione ed è subito Safari, nella savana che si risveglia in colori alieni. Il lieve ronzio del grosso Toyota al minimo che ha lasciato la pista e si apre la via tra l’erba alta; le acacie tortilis a ombrello; le euforbie a candelabro; i rossi termitai; le ombre del vecchio tracker e dei Maasai in perlustrazione che si profilano al primo sole. All’inizio è la guida che avvista sempre prima gli animali. Mentre ne indica la posizione e ne precisa la specie sottovoce, perché è d’obbligo il silenzio, fa spegnere il motore. Adesso è il momento del binocolo o della cattura fotografica. Più tardi anche i partecipanti potranno effettuare a piedi le ricognizioni seguendo il tracker (che illustrerà le tecniche di ricerca) con cautela. Saranno protetti alle spalle dalla guida (opportunamente e obbligatoriamente armata) pronta a intervenire segnalando possibili pericoli e a mostrare tracce o segnali eloquenti di quelle presenze ambite e temute insieme. Nei parchi nazionali tutto ciò sarebbe impossibile; lì infatti si può solo stare in auto, distratti dal ronzio di troppe videocamere giapponesi e dal cicaleccio turistico, come allo zoo; e senza quel mix di aspettativa, serietà, rispetto e stupore che ogni tipo di avventura, anche minima, richiede. A Lualenyi non è sempre garantito avvistare proprio tutti i grandi selvatici di savana (è più facile nei parchi nazionali) ma si percepisce bene che loro ci stanno intorno e vedono noi. Se si degnano di apparire è esaltante, ma in ogni caso sembra già miracoloso essere loro accanto, percepirne gli odori e seguirne le tracce fresche. A sole alto e implacabile si ritorna al campo per il pranzo, al quale potranno far seguito altre informazioni, a cura dell’Istruttore FISSS, su tecniche di orientamento, principi di autonomia e salvaguardia in azioni esplorative, metodi per l’allestimento di un campo provvisorio in savana (flying camp) e per il Survival (recuperare e potabilizzare l’acqua, accendere un fuoco, costruire un riparo sicuro con un recinto di rami spinosi detto “boma”, affrontare emergenze e pericoli). Nel pomeriggio verrà proposto un altro “game drive” fino al tramonto, da godere sulla cima del Lion Rock, un’altura rocciosa che sorge in mezzo alla piana sterminata e che ospita leoni, leopardi e la vecchia tomba di un inglese troppo innamorato del luogo. La vista di quegli immensi spazzi silenti, interrotti solo dal Kilimanjaro sull’orizzonte incendiato dall’ultimo sole, da sola può valere questo viaggio. Tutto ciò per preparare la successiva esperienza di un pernottamento nell’ignoto, lontano dal campo base e nel cuore del bush, al riparo di un “boma” di spine con un grande fuoco al centro, all’addiaccio o in leggere tende tattiche ma confortevoli. Anche la cena sarà diversa, a base di carne arrosto e ugali (polenta bianca di mais, tipico piatto keniota). Seguiranno i generi di conforto classici delle notti africane per chi beve e chi fuma. Il sonno non arriverà certo subito; prima di alternarsi nei turni di guardia le guide intratterranno gli ospiti con racconti e testimonianze di tante avventure (in ogni Safari che si rispetti non può certo mancare questa cultura orale). Mille stelle e mille occhi brilleranno nel buio; qualcosa di strano ogni tanto romperà l’assurdo silenzio e sarà oggetto di sommesse interpretazioni. Finchè l’alba non vincerà come sempre la notte. Qualcuno forse dovrà trattenere l’impulso irresistibile di dormire sul fuoristrada lì accanto, sempre pronto in ogni caso a trasferire al campo base chi dovesse avere ripensamenti. 7° GIORNO Dopo aver smontato il campo volante e servito del caffè, le guide porteranno in fuoristrada il gruppo verso la base, attardandosi in altri avvistamenti faunistici. Chi lo desidera potrà affrontare, opportunamente scortato, almeno una parte del tragitto a piedi per cercare emozioni più forti. Lungo il tragitto troveranno un ricco lunch servito al tavolo, ma sotto un baobab in piena savana. Dopo una doccia e un gradito riposo al campo base, commiato dal Lualenyi nel primo pomeriggio e rientro a Mombasa in meno di 4 ore con sistemazione in hotel di lusso. 8° GIORNO Attività mista di tecniche di sopravvivenza nella foresta di mangrovie e pernottamento nella foresta. 9° GIORNO A seconda dell’operativo voli sarà possibile effettuare un’eventuale visita alla città vecchia, al forte portoghese del ‘400, ai mercati e ai negozietti di artigianato tradizionale (gli spostamenti sono facili a piedi o tramite “tuc-tuc” -veloci moto-taxi cabinati a tre posti-) e/o prenotare una cena raffinata sulla baia, di fronte alle luci di una metropoli caotica ma affascinante. Il transfer dall’albergo all’aeroporto dura circa 20 minuti. La partenza per l’Italia comporterà una certa dose di tristezza con nostalgia garantita fin da subito.
 Costi e altre note
1.200-1300€ a persona per tutto il programma e i servizi descritti, se riusciamo anche meno. Particolari esigenze di programma, alloggiamento e cibo vanno dichiarate prima della partenza. InKenya non sono necessarie vaccinazioni particolari. Periodo: metà marzo in fase di definizione Il viaggio è fattibile a qualsiasi età a partire dall’adolescenza e non richiede particolari doti fisiche.