| Monti Lattari - Acqua del Sambuco- Campania |
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| Scritto da LEONIDA | ||
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Il Prossimo Corso di Survival di 1°Livello di Luglio 2010, sarà ambientato in Campania, nel territorio di Cava dei Tirreni, nella splendida valle alle pendici del monte Finestra della catena dei Monti Lattari. Per la precisione in zona Acqua del Sambuco. Il “Cammino” può essere intrapreso in qualsiasi stagione, non presenta particolari difficoltà se non nella stabione invernale e può essere considerato un itinerario escursionistico, ma sempre e comunque un itinerario di montagna, e come tale sono necessarie le rituali raccomandazioni per un cammino in sicurezza.
IL CAMMINO DEI LATTARI Un cammino dello spirito nei luoghi santi dei Monti Lattari. Dalle creste pietrose al mare della Costiera, tra limoni e castagni, Nei borghi antichi, per i sentieri millenari Fatti da uomini di fatica. Alla scoperta di luoghi straordinari dove la storia e le vicende Umane hanno lasciato Tracce e monumenti, Chiese e conventi, Rifugi e ripari.
L’itinerario è segnato in giallo sulla mappa dei sentieri dei Monti Lattari delle sezioni del CAI di Napoli e Cava dei Tirreni. I tempi di percorrenza sono relativi ad un escursionista di medio livello. L’approvvigionamento di acqua dalle sorgenti che s’incontrano lungo il sentiero può risultare problematica dovuta alla periodicità delle stesse. STORIA E DESCRIZIONE Fin dal tempo della gens Metilia, famiglia dell'antica Roma che abitò la zona, di S. Cesareo l'acqua delle sorgenti veniva captata e convogliata a valle. Ne è testimonianza un acquedotto che risale ad epoca imperiale, che sorge a breve distanza da una sorgente detta della Frestola, sempre frequentata da Cavesi che attingono acqua fresca ed invitante. La sorgente deriva dal latino "fistula", che indica il cannello nella roccia da cui proviene l'acqua. Dalle Frestola, proseguendo la stradina nel bosco a sinistra si può vedere nel bosco l'acquedotto romano con le sue arcate imponenti del I -II sec. d.C., a tre ordini. Continuando attraverso il bosco si scende a sinistra fino alla grotta di S.Cristoforo, dove oggi si intravedono soltanto alcuni resti del dipinto (alcune croci). Nei pressi bisogna guadare un torrente: è forse da questo fatto che si deve il nome della grotta, ricordando la leggenda del santo che guada il fiume con il Bambino Gesù sulle spalle.
Sempre dalla Frestola, a destra , ai piedi dell'Abbazia, se ci addentra nella gola lungo il monastero, potremo bere la freschissima acqua del Sambuco o della sorgente di Sant' Alferio, dal nome del fondatore della chiesa benedettina cavese. Il vallone è detto anche Fosso della Rena. All'interno del vallone, seguendo l'acqua, si arriva ad una cascatella detta della Sciulia. Deviando sulla sinistra si puo' giungere in un'ora circa alla "cella di Sant'Elia", un antico accesso posto a circa 645 mt di altitudine. |


















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