A.S.D. SOS 2012 CAVE (RM) Via Cesiano 77/a
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.:SURVIVAL & BUSHCRAFT:.>S.B.T. – SEGNALAZIONE

Metodi e segnalazioni per chiedere aiuto

PREMESSA
Oggi giorno, grazie ai sistemi tecnologici di localizzazione che fanno parte della nostra quotidianità, i naufraghi di una nave, i superstiti di un aereo, saranno senza ombra di dubbio ricercati da qualcuno.
Conoscendo l’orario del proprio rientro, qualcuno si accorgerà inevitabilmente del loro ritardo e avviserà le autorità competenti.
Quando si ha bisogno di soccorso, bisogna infatti avere molta fiducia nelle squadre, che si metteranno da subito in moto non appena ricevuto l’avviso.
Nel caso in cui un gruppo di turisti si è perso e qualcuno si è ferito, bisogna come prima cosa accendere un fuoco che faccia molto fumo, affinchè un elisoccorso riesca a localizzare la posizione dei dispersi.
La prima regola, affinchè i soccorsi arrivano nel più breve tempo possibile, sta nel far conoscere la propria posizione, la situazione in cui i dispersi versano e di ciò che si ha bisogno.

SOS (Save Our Ship in inglese e in italiano Soccorso Occorre Subito), è il segnale per chiedere aiuto più conosciuto. Queste tre lettere descrivono il segnale universale di richiesta di soccorso immediato e può essere comunicato attraverso l’alfabeto morse, via radio o scritta.
Il modo più semplice e accessibile a tutti, anche ai meno esperti è quello di esprimerlo in codice morse, ovvero: tre punti, tre linee e tre punti (· · · — — — · · ·).
Tale codice venne usato per la prima volta a Berlino nel 1906, durante la seconda conferenza radiofonica internazionale.
Naturalmente i metodi più veloci per richiedere immediato soccorso, restano quello via telefono o radio.

Il segnale parlato, più famoso al mondo e che viene utilizzato nelle comunicazioni in fonia è la parola “Mayday” (la cui pronuncia è meidei e sta a significare pericolo imminente e grave).
Questa espressione, viene utilizzata dal 1927 e fu proposta da Frederick Stanley Mockford nel 1923 presso l’aeroporto di Croydon a Londra. Venne modificata l’espressione francese “m’aider” (aiutatemi).
Nel caso di pericolo imminente, bisogna ripetere la parola per tre volte consecutive. Fatto ciò, bisogna comunicare ai soccorritori, la propria posizione, le condizioni e la natura del pericolo in vista.

SEGNALI DI EMERGENZA
– Segnali di fuoco e fumo:

Il metodo più efficace, affinchè vengano rilevate le persone in difficoltà dalle squadre di soccorso, resta il fuoco sia durante il giorno, sia durante la notte.
Durante le giornate limpide e poco nuvolose, bisogna che accendiate un fuoco capace di produrre molto fumo denso. Affinchè ciò avvenga, bisognerà dar fuoco a foglie verdi, muschio, rami non troppo secchi e fieno umido.
Durante le giornate grige e nuvolose, bisognerà invece accendere un fuoco che produca del fumo nero. In questo caso, bisognerà dar fuoco a gomme, a stracci imbevuti di olio o benzina o semplicemente a della plastica.
La cosa più efficace per attirare l’attenzione, sarebbe quella di accendere più fuochi contemporaneamente. Sarebbe perfetto se riusciste ad accenderne tre, formando un triangolo equilatero.
I fuochi andrebbero accesi se è possibile in delle zone sopraelevate, o meglio ancora se confinano lungo il corso di un fiume. Se siete circondati da alberi, sterpaglie alte, oppure se vi è presente neve o vento che soffia forte, è meglio non cimentarsi a produrre del fuoco, in quanto perdereste solo del tempo utile.
Durante la notte, è consigliabile accendere un fuoco che sia molto luminoso. Per questo motivo, sarebbe meglio bruciare legna molto secca, capace di produrre una fiamma alta e vistosa.

SEGNALI ACUSTICI
1) Urlare: facendo conca con le mani ai lati della bocca e gridare la parola HELP o Aiuto.
2) Fischiare: avere un fischietto nel kit di sopravvivenza è sempre consigliato. Il suono emesso dal fischietto, può essere percepito anche a km di distanza e a differenza di gridare a squarciagola, si consumano molte meno energie.
3) Sparare: nel caso in cui si ha a disposizione un arma da fuoco, è sempre consigliabile sparare in aria per attirare attenzione nei paraggi.
4) Segnali a percussione: se nelle vicinanze ci sono oggetti capaci di produrre buoni suoni, è consigliabile sbatterci contro con un oggetto metallico, tipo il coltello.
SEGNALI VISIVI
1) Utilizzo del proprio corpo: agitare le braccia dal basso verso l’alto velocemente, tenendo magari in mano qualcosa di molto visibile, come ad esempio un foglio di alluminio o semplicemente degli indumenti colorati. Questo naturalmente quando è presente la luce del sole. Durante la notte, è invece consigliabile stringere tra le mani un bastone infuocato o una torcia.
2) Razzi o fumogeni: se si hanno a disposizione uno di questi due oggetti, è cosa buona accenderli subito, ricordano però che è sempre consigliato non consumarli tutti velocemente, in quanto i mezzi di soccorso, potranno inizialmente non percepire la nostra segnalazione.
3) Starlight: se si è in possesso di oggetti tipo il cyalume o il glowstick, dovranno essere subito utilizzati. La luce chimica trasmessa dalla barra, ha una durata che varia dalle 8 alle 24 ore, in base al modello che utilizziamo.
4) Coloranti solubili: se siamo su una nave, è molto facile trovare prodotti che una volta immersi nell’acqua marina, emettono una fluorescenza parecchio intensa. Questo potrà aiutarvi a far si che i soccorsi, individuino il prima possibile, la vostra posizione.
SEGNALI DEL CORPO
Questi vengono usati principalmente per comunicare da terra, ad esempio con i piloti di un aereo e vanno ripetuti più volte per essere meglio percepiti.

SEGNALI TERRA ARIA
Nei nostri kit di sopravvivenza è sempre consigliabile avere una tabella stampata.

Questi simboli, sono riconosciuti come segnali d’emergenza terra-aria e vengono utilizzati a livello internazionale per comunicare con gli aerei di soccorso.
Bisogna formare questi simboli sul terreno, tenendo conto che dovranno essere molto grandi e distanziati tra loro almeno da 3 o 4 metri. Per la realizzazione, è possibile utilizzare qualsiasi oggetto si ha a disposizione, tipo tronchi, indumenti, lamiere, rami, cespugli, pietre ecc…
Se non si ha nulla a disposizione di quanto elencato precedentemente, si può sempre scavare la terra, accentuando i bordi con quella estratta. In parole povere, bisogna creare quanto più contrasto possibile per rendere i segnali sempre più visibili per aiutare i mezzi di soccorso.
Se i vostri segnali di aiuto, verranno compresi dal pilota, durante il giorno questo oscillerà le ali dell’aereo muovendole dal basso verso l’alto, durante la notte invece vi lampeggerà con delle luci verdi.
Se i vostri segnali di aiuto, non verranno invece percepiti dal pilota, durante il giorno effettuerà un giro di 360° in senso antiorario, rispetto alla vostra posizione, durante la notte vi lampeggerà invece con delle luci rosse.

L’ELIOGRAFO
Considerato indispensabile nel nostro kit di sopravvivenza, l’eliografo è uno strumento capace di salvarvi la vita. Viene da sempre considerato uno di quei metodi più efficaci per effettuare segnalazioni sia se si è dispersi in terra che in mare.
Il riflesso che viene trasmesso da questo oggetto, è visibile da un aereo anche a 30 Km di distanza e da una nave anche a 15 km.
Se non vi è la luce del sole, è possibile utilizzare sempre l’eliografo, facendo riflettere su di esso la luce trasmessa da una faro, da una torcia o se il cielo risulta essere limpido, anche dal riflesso della luna.
Se nel nostro kit di sopravvivenza, non è presente l’eliografo, è sempre possibile utilizzare qualsiasi oggetto capace di far riflettere la luce. Possiamo utilizzare ad esempio: uno specchietto, un foglio di alluminio, un pezzo di metallo o vetro o una scatola di latta. Infine, è possibile anche utilizzare la lama di un coltello.
SEGNALI TELEFONICI E RADIO
1) Telefono:
Se essere in possesso di un cellulare, è sempre una fortuna, bisogna comunque ricordare che questo se non coperto da rete, è completamente inutilizzabile.
Quando si è circondati da fili dell’alta tensione, materiali altamente ferrosi o in zone vulcaniche il telefono non funziona.
Le batterie contenute all’interno del dispositivo, hanno un tempo di carica limitato, per questo è sempre consigliabile tenerlo spento, se non quando si ha la possibilità di comunicare con qualcuno per chiedere soccorso.
Se si è in viaggio per un posto dove non sarà possibile ricaricare la batteria del cellulare, è sempre consigliabile portare con se un caricatore a manovella dinamo.
Per far si che il telefono mobile, venga preservato dagli agenti atmosferici, è cosa buona non tenerlo esposto alla luce del sole e al riparo da pioggia o umidità. Se siamo in possesso di una busta di plastica, è consigliabile avvolgerlo dentro per sigillarlo.
Naturalmente, se si è coperti da una rete, la prima cosa da fare è quella di inviare un messaggio ai vostri cari, affinchè avvisino le autorità competenti per la richiesta di soccorso.
E’ preferibile inviare un SMS piuttosto che chiamare, per consumare meno batteria dal vostro cellulare.

2) Radio:
A differenza del telefono, la radio funziona attraverso l’emissione di onde elettromagnetiche. Per far si che questa trasmetta nel miglior modo possibile, è consigliabile portarsi su un punto alto, meglio ancora se intorno a voi non ci siano ostacoli come albri o edifici.
Per quanto riguarda la città, vi ricordiamo che il canale di emergenza è il 16 con frequenza 27 Mhz. Se si è in montagna, le frequenze iniziano dai 130 ai 140 Mhz. Se si è in mezzo al mare, i canali invece vanno dai 160 ai 170 Mhz. Per una radio in banda nautica, bisogna impostare il canale 16, se si è a bordo di un aeroplano, si dovrà portare la manopola della radio su 121.5 oppure su 243.0 Mhz.
Se siete sprovvisti di queste informazioni radio molto utili, è consigliabile chiedere soccorso sulla frequenza che compare alla prima accensione della radio. Se i tentativi risultano essere vani, bisognerà mandare le frequenze in avanti, ricordandovi di appuntare quelle precedentemente già esaminate.
Ricordiamo inoltre che le frequenze che vanno da 144 a 146 Mhz, vengono utilizzate dai radio-amatori, ma possono essere anche tranquillamente usate per richiedere aiuto o soccorso.

SEGNALI DI SOCCORSO IN MONTAGNA
Se risultate essere dispersi in montagna, vi elenchiamo le tecniche più conosciute per chieder aiuto:
1) Fischiare o lampeggiare per 6 volte per un minuto, intervallando i segnali di 60 secondi;
2) Lanciare razzi di colore rosso;
3) Formare un cerchio bianco su uno sfondo rosso;
4) Alzare le braccia agitandole. Fondamentale ricordare di non farlo con un solo braccio, questo infatti farebbe percepire a chi vi ha in vista, di non avere nessun bisogno di aiuto e che siete a posto così.
SEGNALI DI SOCCORSO IN MARE
Se siamo dispersi a bordo di una nave, molteplici saranno i mezzi al quale possiamo far riferimento per segnalare il bisogno di soccorso. Tra tutti: razzi, fuochi artificiali, fumogeni luminosi o apparecchi radio.
Ricordiamo che anche dar fuoco a olio, barili di catrame, sarà un ottimo mezzo per chiedere aiuto, grazie agli enormi fumi neri che si alzeranno in aria.
CONCLUSIONI
Nel caso in cui pensiate che le possibilità che qualcuno vi cerchi sia remota, cercate di raggiungere con tutti i mezzi che si hanno a disposizione un centro abitato, ricordandovi però di lasciare traccia di una vostra presenza dove eravate posizionati precedentemente. Scrivete ad esempio sul terreno la data del giorno in cui siete partiti, il numero di persone al seguito che richiede soccorso e la quantità di provviste che avete con voi.
Concludiamo questo articolo, ricordandovi di tenervi in vista, magari lontano da grossi alberi, affinchè abbiate più possibilità che qualcuno si accorga di voi e del vostro bisogno imminente di aiuto.

SOPRAVVIVENZA e SEGNALAZIONE: IL CODICE MORSE

SEGNALAZIONE – IL CODICE MORSE

 

L’alfabeto Morse è formato punti e linee che possono essere trasmessi con segnali acustici, luminosi, visivi o con le braccia.

 

Anche se ormai è caduto in disuso può sempre tornare utile portarsi dietro la tavola del vecchio e caro codice Morse, esistono ancora in tutto il mondo soprattutto in marina e nell’aviazione persone che hanno studiato e che conoscono l’alfabeto Morse. Inoltre un messaggio in Morse potrebbe essere captato da qualche radioamatore.

 

 

Il PUNTO •   è un segnale di breve durata = 1 SECONDO.

 

Il TRATTINO —   equivale a tre punti = DURA 3 SECONDI

 

 

Lo spazio:  fra i punti e le linee di un carattere sono di un punto, fra due lettere deve essere di tre punti, tra due parole 6 o 7 punti.

 

 

CODICE MORSE:

 

A            • —

 

B            — • • •

 

C            — • — •

 

D            — • •

 

E             •

 

F             • • — •

 

G            — — •

 

H            • • • •

 

I              • •

 

J             • — — —

 

K             — • —

 

L             • — • •

 

M           — —

 

N            — •

 

O            — — —

 

P             • — — •

 

Q            — — • —

 

R            • — •

 

S             • • •

 

T             —

 

U            • • —

 

V            • • • —

 

W           • — —

 

X             — • • —

 

Y             — • — —

 

Z             — — • •

 

0             — — — — —

 

1             • — — — —

 

2             • • — — —

 

3             • • • — —

 

4             • • • • —

 

5             • • • • •

 

6             — • • • •

 

7             — — • • •

 

8             — — — • •

 

9             — — — — •

 

 

Altro:

 

• (punto)             • — • — • —

 

, (virgola)            — — • • — —

 

Sottolineato       • • — — • —

 

:             — — — • • •

 

?            • • — — • •

 

=             — • • • —

 

–             — • • • • —

 

(              — • — — •

 

)              — • — — • —

 

”             • — • • — •

 

‘              • — — — — •

 

/             — • • — •

 

@           • — — • — •

 

 

Versione stampabile del codice morse:

International_Morse_Code.PNG

 

 

 

SEGNALE DI CHIAMATA: Ripetere A (• —) continuamente finchè non si riceve risposta.

 

SEGNALE DI RISPOSTA: Lettera T (—) ripetuta.

 

CONFERMA DELLA FRASE O DELLA PAROLA: Lettera T (—).

 

 

AR          • — • — •           Stop (fine del messaggio o dei segnali)

 

AS          • — • • •              Aspetta (attesa per 10 sec)

 

K             — • —                 Invito a trasmettere (passo)

 

KA          — • — • —         Attenzione, inizio trasmissione

 

KN          — • — — •         Invito a trasmettere esclusivo alla stazione collegata. Le altre stazioni attendano.

 

VA          • • • — • —         Fine (fine lavoro)

 

BT          — • • • —           Separatore

 

SN          • • • — •             Capito, inteso

 

 

 

In caso di errore nella comunicazione ripetere la lettera  E almeno 6 volte:

 

••••••••            Errore, segue la parola corretta (codice da sei a otto punti significa errore)

TUTTI I METODI DI SEGNALAZIONE PER CHIEDERE AIUTO

Bisogna sempre tenere presente, che soprattutto al giorno d’oggi con i tecnologici sistemi di localizzazione e di informazione che possediamo, i superstiti di un aereo precipitato, i naufraghi di una nave, un gruppo di escursionisti persi in montagna saranno sempre ricercati da qualcuno.

 

Qualcuno si accorgerà del loro ritardo sul tempo previsto per il loro rientro e qualcuno avvertirà le autorità. Quindi bisogna sempre avere fiducia nelle squadre di soccorso che possono essere notevolmente agevolate da un’efficace richiesta di aiuto.

 

Se, ad esempio, un gruppo di turisti si è perso in montagna e ci sono dei feriti, accendendo un fuoco molto fumoso potranno  agevolare l’elicottero di salvataggio a localizzare la loro posizione.

 

Possiamo dedurre che la PRIMA regola per essere tratti in salvo è quella di far conoscere la nostra posizione e la nostra situazione (quello che ci sta capitando e quello di cui necessitiamo) alle squa­dre di soccorso o ai passanti.

Inoltre conoscere gli schemi di ricerca e soccorso, ci potrà facilitare a sistemare i segnali d’emergenza in modo da migliorarne l’efficacia.

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Sicuramente la sigla SOS (in inglese Save Our Ship o Save Our Souls, in Italiano Soccorso Occorre Subito) è il segnale più cono­sciuto per richiedere aiuto. Tale sequenza di tre lettere descrive il segnale universale di richiesta di soccorso e può essere comunicata via radio, semaforo, battuta in alfabeto morse o scritta.

 


Uno degli strumenti più efficaci per richiedere soccorso è quello via radio o telefono. Il segnale parlato, conosciuto in tutto il mondo, usato nelle comunicazioni in fonia per richiedere aiuto è la parola “Mayday” (si pronuncia meidei e significa pericolo grave  e imminente).

In caso di pericolo bisogna comunicare la parola ripetendola per 3 volte, dopodiché indicare la propria posizione, la natura del pericolo e delle condizioni a bordo.

ESEMPIO:

“MAYDAY, MAYDAY, MAYDAY. Nave San Luca. MAYDAY San Luca. Rilevamento 330° da Cagliari. Distanza 25 miglia. Motore in avaria e incendio a bordo. Ci sono due feriti lievi. Abbondiamo nave di 30 metri, scafo bianco con striscia verde. Passo”

Ripetere il messaggio finché non si ottiene una risposta. Tra una richiesta e l’altra lasciar passare un intervello di tempo.

 

 

 

I Segnali d’Emergenza:

 


Segnali di fuoco o fumo:

Il fuoco è il metodo più efficace per rivelare alle squadre di soccorso la propria posizione sia di giorno che di notte.

Il fuoco che andrete a creare dovrà produrre del fumo molto denso, per questo dovrete utilizzare rami e foglie verdi, erba, paglia, muschio o fieno umido in modo da ottenere un fumo bianco che sarà indicato per le giornate limpide. Con un tempo nuvoloso sarebbe meglio creare un fumo nero, quindi bruciate gomma, plastica, stracci imbevuti di olio benzina se li trovate.

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Cercare sempre di accendere più fuochi, l’ideale sarebbe di accenderne tre posizionati in modo da formare un triangolo equilatero.

I fuochi dovranno essere accesi preferibilmente in una zona sopraelevata, oppure lungo il corso di un fiume; non accen­dere il fuoco in una zona molto boscosa, se c’è vento forte, neve o pioggia, sarebbe una perdita di tempo.

Il colore del fumo dovrà contrastare l’ambiente circostante: quindi fumo bianco (combustione di fronde ver­di) su superfici verdi o scure; fumo scuro (combustione di materiali pla­stici) su superfici chiare, o su fondo innevato.

Di notte, invece, il fuoco più che produrre fumo dovrà essere molto luminoso, quindi abbondare con la legna, meglio se secca, per creare una fiamma forte e luminosa.

 

Segnali acustici:

Gridare: urlare la parola AIUTO o HELP facendo conca con le mani ai lati della bocca.

Fischietto: utilissimo è sempre consigliato come oggetto indispensabile in ogni kit di sopravvivenza. Con il fischietto si produce un suono che può essere percepito a grandi distanze soprattutto dai cani e inoltre non si consuma tanta energia come gridare a squarciagola.

Sparare: se si possiedono armi da fuoco, pistole a salve o esplosivi (petardi).

Vanno bene anche i segnali a percussione, cioè battere su oggetti che siano buoni conduttore di suono (es. sbattere la lama del coltello contro un oggetto metallico).

 

Segnali visivi:

Utilizzare il proprio corpo come mezzo di comunicazione: agitare lentamente le braccia dall’alto verso il basso, tendo in mano pezzi di stoffa colorata o oggetti luccicanti (foglio di alluminio) di giorno, mentre di notte meglio una torcia o un bastone infuocato.

Sparare dei razzi o accendere dei fumogeni se li si possiede.

 

Se si possiede un lightstick (o starlight, cyalume, glowstick) utilizzarlo per segnalare la propria posizione. La luce chimica prodotta dalla barra (chemioluminescenza) può durare a seconda del modello: dalle 8 alle 24 ore.

 

Sulle navi si possono trovare coloranti solubili in acqua (FLUORESCEINA SODICA, es: URANINA) che disciolti nel mare emettono un intensa fluorescenza che permette ai soccorsi di individuare la posizione seguendo la scia colorata.

Utilizzare i segnali del corpo (segnali riconosciuti per comunicare con i piloti d’aereo) illustrati nella seguente tabella:

yuio.png

Il segnale va eseguito lentamente e in maniera chiara ripe­tendolo più volte.

 

Molto utilizzati sono i segnali terra-aria, bisognerebbe sempre averne una tabella stampata nel proprio kit da sopravvivenza.

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Tali simboli sono segnali d’emergenza ter­ra-aria riconosciuti a livello internazionale dagli aerei di soccorso e dai piloti dell’aeronautica.

 

I segnali dovranno essere il grandi, visibili e in contrasto con l’ambiente.
Le dimensioni devono essere almeno di 3-4 metri ad una distanza di 4 m tra uno e l’altro. Per realizzarli si possono utilizzare rami, tronchi, lamiere, indumenti, accessori, pietre, cespugli ecc…

 

Oppure si può scavare il ter­reno, posizionando la terra estratta ai bordi dello scavo per ac­centuarne l’ombra.
L’importante consiste nel creare più contrasto possibile tra la superficie e i segnali (es. sulla neve i tronchi più scuri vanno benissimo).

 

 

Se il pilota avrà compreso il vostro messaggio effettuerà delle manovre specifiche:

 

  • durante il giorno effettuerà un’oscillazione dell’aereo muovendo le ali su e giù;
  • durante la notte lampeggerà con luci verdi.

 

 

In caso di messaggio non compreso, il pilota:

  • durante il giorno effettuerà un giro completo di 360° in senso antiorario intorno all’aerea;
  • durante la notte lampeggerà con luci rosse.

 

Eliografo:

 

E’ un semplice specchietto riflettente che vi può salvare la vita.

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L’eliografo è alla base di ogni kit di sopravvivenza. E’ considerato uno dei metodi di segnalazione diurni più efficaci sia per la segnalazione in mare che in terra.

 

Il suo riflesso sfruttando la luce del sole può essere visto da un aereo a oltre 30 km e da una nave a oltre 15 Km.

 

 

 

Di notte si può sfruttare il riflesso emanato da un focolare, una lanterna o da un faro di ricerca. Si può sfruttare anche il riflesso della luna piena se il cielo è molto limpido.

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Qualsiasi oggetto in grado di riflettere e direzionare un raggio di luce può essere usato come eliografo: uno specchietto, un frammento di vetro o di metallo, un foglio d’alluminio, un scatola di latta,  un coperchio lucido, un compact disk, una scatola metallica portasigarette o portabiglietti da visita (foto) ecc…

 

Si può utilizzare anche la lama di un coltello.

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Esistano co­munque eliografi professionali appositamente progettati allo scopo, acquistabili in un negozio di campeggio.

 

Con l’eliografo si possono trasmettere segnali in Morse ad aerei e navi, ma anche dei semplici lampi di luce ad intermittenza vanno bene.

Segnali radio e telefonici:

Il cellulare e il telefono satellitare non sono sempre utilizzabili, data la possibile assenza di segnale dal ripetitore o dal satellite.

 

Ricordate che il cellulare non funziona dove sono presenti grossi tralicci dell’alta ten­sione, crateri vulcanici, cave di materiale ferroso, in zone sotterranee.

Inoltre le batterie hanno un tempo di carica limitato, tenere spento il cellulare quando non serve e limitarne il suo utilizzo solamente alla chiamate di soccorso che deve essere il più chiara e ricca di dettagli possibile per agevolare il salvataggio.

 

Se si parte per una zona, dove può non essere possibile ricaricare il cellulare portarsi sempre dietro un caricatore a manovella dinamo.

 

Per preservare il cellulare: non esporlo al sole, non bagnarlo, ripararlo dalla pioggia o dall’umidità, e tenerlo al caldo (vicino al corpo) in presenza di climi rigidi.

 

Se si possiede o si trova un sacchetto di plastica sfruttarlo per sigillare il telefono.

Se c’è la rete per comunicare mandate un SMS a una persona fidata che sia in grado di segnalare tempestivamente alle autorità competenti la vostra necessità.

 

E’ preferibile utilizzare il messaggio per allungare al massimo la durata della batteria.

 

La Radio:

Le trasmissioni via radio funzionano mediante emissione di onde elet­tromagnetiche, perciò gli ostacoli naturali ne limitano il raggio d’azione. Posizionarsi quindi con l’apparecchio in un punto sopraelevato e sgombro da ostacoli naturali e artificiali.

Il canale d’emergenza in città è nella frequenza dei 27 Mhz (canale 16); in montagna le frequenze van­no dai 130 ai 140 Mhz; in mare dai 160 ai 170 Mhz.

 

Su una radio in banda nautica VHF, bisogna impostare il canale a 16 (156.800 MHz simplex).

Su una radio di bordo di un aeroplano, si imposti la manopola su 121.5 o 243.0 MHz.

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Se non si ricordanole frequenze o i canali di emergenza, per prima cosa conviene fare un tentativo sulla frequenza o sul canale già impostato. Se non si riceve una risposta entro un paio di tentativi, passare alla frequenza successiva annotandovi sempre quelle già esaminate.

 


Le frequenze comprese tra i 144 e i 146 Mhz sono riservate ai radio-amatori, esse possono essere contattate in caso d’emergenza per chiedere soccorso.

Se prendete contatto, non parlate ne troppo velocemente ne a voce troppo alta o bassa, per non rischiare incomprensioni. Fornite all’interlocutore indicazioni precise sulla vostra posizione, sulle vostre condizioni e su tipo di aiuto che volete.

Ricordate di rispondere affermativo (oppure Roger) o negativo alle doman­de che vi vengono poste, non utilizzate solo si o no.

 

RICORDATE!

 

Ogni segnale ripetuto per tre volte di seguito, viene valutato come una richiesta di soccorso. Esempio: accendere tre fuochi, creare tre colonne di fumo, tre fischi forti, tre colpi d’arma da fuoco, tre lampi di luce con l’eliografo.

Solitamente si utilizza un inter­vallo di un minuto tra un gruppo di segnali e l’altro (esempio: tre lampi di luce, un minuto d’intervallo, tre lampi di nuovo e così via). Questo siste­ma di segnalazione è riconosciuto a livello mondiale da tutte le squadre di soccorso.

SEGNALAZIONE IN MONTAGNA:

  • Una serie di 6 lampi o fischi nel periodo di un minuto intervallati da 60 secondi.
  • Razzi di colore rosso.
  • Cerchio bianco su tessuto rosso.
  • Braccia alzate (mai un solo braccio, significa che siete a posto e non avete bisogno di aiuto).

SEGNALAZIONE IN MARE:

Di solito a bordo di una nave si trovano razzi, candelotti fumogeni o luminosi, fuochi artificiali, fari, apparecchi radio… sfruttateli per segnalare la vostra posizione ai mezzi di soccorso.


Bruciando barili di catrame, olio o altri materiali a bordo sulla nave si possono creare degli ottimi fumi di segnalazione.

Prima di abbandonare la nave a bordo di un gommone o di un’altra imbarcazione prendete tutto quello che vi può essere utile (cibo, acqua, razzi, vestiario, telefono ecc…).

I RAZZI:

  • Mai sparali tutti in una volta, possono servirvi ancora se non siete sati avvistati bene.
  • Puntarli sempre sottovento e rivolti verso l’alto, e spararli tendendo saldamente la persa.
  • Se siete a bordo di un battello di salvataggio sparate il razzo stando all’esterno, per evitare che residui incandescenti possano bucare il gommone.
  • Non sparate i razzi addosso agli aerei di soccorso!
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CONCLUSIONI:

 

Se ritenete lontana la possibilità che qualcuno vi cerchi o allerti i soccorsi o si ritiene che è possibile raggiungere un centro abitato, la soluzione migliore è quella di abbandonare la zona in cui vi trovate e il mezzo disastrato.

Prima di partire lasciate delle indicazioni per eventuali soccorritori come la direzione che avete intrapreso, il giorno

in cui siete partiti, il numero di superstiti e la scorta di provviste che avete portato.

È consigliabile, durante la marcia, camminare in aeree di terreno aperte, tenendosi il più possibile in vista, in modo da incrementare le pro­babilità di essere avvistati da eventuali soccorritori o passanti.

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